La Storia


La Crescentina, o Tigella è Un Tipo Di Pane Caratteristico Delle Nostre Montagne, Quelle Di Bologna, Modena e Reggio Emilia.

Nella tradizione la cottura della pasta avveniva impilando la stessa con dischi di terracotta arroventati nel camino chiamati propriamente Tigelle, utilizzando foglie di castagno per separare l’impasto dalla terracotta, aromatizzarlo e tenerlo pulito dalla cenere.

Le Tigelle erano rotelle di circa 15 cm di diametro e 1,5 cm di spessore, create con terra di castagneto macinata e modellata in uno stampo di legno, e poi essiccati e cotti.

Nello stampo di legno veniva riportata una specifica simbologia in bassorilievo raffigurante il fiore della vita come segno di prosperità e fecondità, simbolo che rimarrà impresso nella crescentina in fase di cottura facendole assumere l’aspetto inconfondibile e caratteristico.

Tigella deriva da tegella, diminutivo di tegula che in latino volgare significava coperchio, dal verbo tegere (coprire). Oggi, nelle zone di pianura e nel resto d’Italia, ci si riferisce alle crescentine con il sempre più diffuso appellativo metonimico di tigelle, nonostante, secondo i puristi, l’unico nome corretto rimane crescentina perché quello originario ed etimologicamente esatto.

A rafforzare il concetto lo scrittore locale Andrea Pini scrisse:

In pizzeria chiedereste mai il forno al posto della pizza? O al fast food una friggitrice al posto delle patatine? O a vostra nonna la teglia al posto della crostata?”. Nella stessa tradizione locale si è sempre detto “Chersènt in t’al tigèli”, in altre parole “Crescenti nelle tigelle”, a ribadire il concetto della differenza.

Ora la cottura viene velocizzata utilizzando gli appositi stampi in ghisa, i quali possono essere alimentati a energia elettrica o più semplicemente da mettere sul fuoco.

Tigella_in_terracotta